lunedì 30 agosto 2021

Danza lo spirito della pace insieme a tutti gli animali

"Bevi dove beve il cavallo,

lui non berrà mai acqua cattiva.

Metti il letto dove dorme il gatto.

Mangia il frutto che ha toccato il verme.

Prendi il fungo dove si siede l’insetto.

Pianta il tuo albero dove scava la talpa.

Costruisci la casa dove il serpente si scalda.

Scava la fontana dove gli uccelli

si nascondono dal caldo.

Mangia più verde avrai gambe forti

e un cuore più resistente come gli esseri della foresta.

Nuota spesso e ti sentirai sulla terra come i pesci nell’acqua.

Guarda il cielo più che puoi e i tuoi pensieri diventeranno leggeri e limpidi.

Taci di più e parla di meno e nella tua anima regnerà il silenzio e il tuo animo sarà pacifico e tranquillo.”




San Serafino di Sarov

1754-1833, monaco russo molto popolare, canonizzato nel 1903.

giovedì 14 gennaio 2021

Nikola Tesla e l’orchestra invisibile, un sogno realizzato.

 “Se vuoi scoprire i segreti dell’universo pensa in termini di energia, frequenza e vibrazione”



La danza e la musica sono un condensato di queste tre energie ed è per questo che non potevo che cimentarmi in questa prova che più che una prova è stata una ricerca e che più che una ricerca è stato un sogno cominciato a Budapest nel 2016 e realizzatosi durante il primo lockdown. Dopo tre anni di ricerche, di viaggi, di biografie e di meditazioni sui personaggi l’idea è diventato un romanzo!

Mi sono innamorato dei tre personaggi mentre ricercavo nelle loro vite e non mi sono potuto esimere dal farli incontrare in un luogo magico, in una storia che mi ha fatto viaggiare nel tempo e nelle loro anime, la capitale ungherese del 1881, quando tutto il mondo moderno stava per iniziare, migliaia di invenzioni di incredibile portata stavano per venire alla luce!

Amo i mondi paralleli nei quali immagino che possano accadere le cose belle, dove le persone si incontrano davvero, dove gli amori si realizzano al di là dei corpi, della materia, del tempo e dello spazio. Ho fatto in modo che tutto potesse succedere in questa bellissima storia.


Per avere una copia autografata del libro: 3355690815

Per acquistare una copia cartacea o digitale: https://www.mondadoristore.it/Nikola-Tesla-orchestra-Giuseppe-Lotito/eai978883581895/

Maggiori informazioni sulla pagina facebook

https://www.facebook.com/1881-Nikola-Tesla-e-lorchestra-invisibile-100399048167522

sabato 9 gennaio 2021

I tre dervisci





C’erano una volta tre dervisci, che si chiamavano Yak, Do e Se, e venivano rispettivamente dal Nord, dall’Ovest e dal Sud. Avevano una cosa in comune: erano tutti e tre in cerca della Verità Profonda e cercavano una Via.

Il primo, Yak-Baba, si sedeva in contemplazione finché gli veniva il mal di testa. Il secondo, Do-Agha, si teneva per ore sulla testa finché i piedi gli cominciavano a dolere. Quanto al terzo, Se-Qalandar, leggeva libri finché il naso non gli sanguinava.

Alla fine decisero di unire i loro sforzi: si ritirarono in un luogo appartato e cominciarono a eseguire i loro esercizi all’unisono, sperando di concentrare una quantità di sforzo sufficiente a provocare l’apparizione della Verità, che chiamavano la Verità Profonda.

Perseverarono così per quaranta giorni e quaranta notti. Infine, in un vortice di fumo bianco, come se sorgesse dal suolo, apparve la testa di un vegliardo. “Sei Khidr, la misteriosa guida degli uomini?”, chiese il primo. “No, si tratta del Qutub, il Polo dell’Universo”, disse il secondo. “Sono convinto che è uno degli Abdal. i ‘trasformati'”, sostenne il terzo.

“Non sono nessuno di loro”, ruggì l’apparizione, “ma sono ciò che voi credete che io sia. Ora, non desiderate tutti e tre la stessa cosa, ciò che chiamate la Verità Profonda?”.

“Sì, maestro”, risposero in coro.

“Non avete mai sentito il detto:’Esistono tante vie quanti cuori umani?'”, chiese il vegliardo. “Comunque, ecco quali sono le vostre vie: il primo derviscio viaggerà nel paese degli idioti; il secondo derviscio dovrà scoprire lo Specchio Magico; il terzo derviscio chiederà aiuto al Ginn del Vortice”. Detto ciò, l’apparizione svanì.

I dervisci si misero subito a discutere, non solo perché avrebbero voluto saperne di più prima di mettersi in viaggio, ma anche perché, pur avendo già seguito vie diverse, ognuno credeva che ci fosse una sola via: la propria, naturalmente.

Ora, però, nessuno dei tre era sicuro che la propria via fosse abbastanza efficace, benché avesse contribuito all’arrivo dell’apparizione, di cui non conoscevano ancora il nome.


Yak-Baba fu il primo a lasciare la sua cella e, anziché chiedere a tutti, come aveva fatto in precedenza, dove trovare un uomo di conoscenza nei dintorni, chiedeva a tutti coloro che incontrava se conoscevano il paese degli idioti. Dopo molti mesi, qualcuno gli diede finalmente l’informazione ed egli vi si diresse. Quando entrò in quel paese, vide una donna che portava una porta sulle spalle. “Donna, perché fai questo?”, chiese.

“Perché questa mattina, prima di andare al lavoro, mio marito mi ha detto:’Moglie, la nostra casa contiene oggetti di valore! Che nessuno varchi questa porta!’. Quindi, quando sono uscita me la sono portata via, perché nessuno possa passarci. E ora, per favore, tu fa passare me’.

“Vuoi che ti dica una cosa che ti permetterà di liberarti dalla necessità di sorreggere questa porta sulle spalle?”, chiese il derviscio Yak-Baba.

“No di certo”, rispose la donna. “L’unica cosa che potresti fare per aiutarmi è dirmi come alleggerire il peso di questa porta”.

“Questo non posso farlo”, disse il derviscio. E quindi si separarono.

Un po’ più in là vide un gruppetto di persone. Si avvicinò e vide che tremavano di. paura davanti a un’enorme anguria che era cresciuta nel campo. “Non abbiamo mai visto un mostro simile prima d’ora”, gli dissero; “Crescerà sicuramente ancora e ci ucciderà tutti. Abbiamo paura di toccarlo …”.

“Volete che vi dia qualche spiegazione al riguardo?”.

“Non fare l’idiota! Uccidilo e ti ricompenseremo, ma non vogliamo sapere niente al riguardo!”. Allora il derviscio tirò fuori il coltello, si avvicinò all’anguria, ne tagliò una fetta e si mise a mangiarla.

I presenti lanciarono urla di terrore e gli diedero una manciata di monete. Mentre se ne stava andando gli dissero: “Non tornare più, Onorevole Sterminatore di Mostri. Non tornare per ucciderci allo stesso modo!”.

E fu così che imparò, a poco a poco, che per sopravvivere nel paese degli idioti bisognava anche essere capaci di pensare e parlare come un idiota. Dopo qualche anno riuscì a riportare alcuni di quegli idioti alla ragione, e un giorno ricevette la sua ricompensa: la Conoscenza Profonda. Tuttavia, benché nel paese degli idioti fosse diventato un santo, gli abitanti si ricordarono di lui solo come l’Uomo che Sventrò il Mostro Verde e Bevve il suo Sangue. Cercarono di imitarlo per pervenire alla Conoscenza Profonda, ma non ci riuscirono mai.


Nel frattempo, Do-Agha, il secondo derviscio, stava viaggiando in cerca della Conoscenza Profonda. Anziché chiedere, ovunque andasse, quali erano i saggi del luogo o i nuovi esercizi o le nuove posizioni, chiedeva semplicemente se qualcuno avesse mai sentito parlare dello Specchio Magico. Molte risposte lo sviarono su false piste, ma alla fine capì dove poteva trovarsi: si trovava in un pozzo, sospeso a un filo sottile quanto un capello. Lo specchio stesso non era che un frammento, perché era composto da tutti i pensieri degli uomini e non c’erano abbastanza pensieri per comporre un intero specchio.

Quando ebbe sconfitto il demone che lo custodiva, Do-Agha guardò nello specchio e chiese la Conoscenza Profonda, ottenendola all’istante. Si stabilì in quel luogo e insegnò felicemente per lunghi anni. I suoi discepoli, tuttavia, non seppero mantenere lo stesso grado di concentrazione necessario per rinnovare regolarmente lo specchio, che finì per svanire completamente. Eppure, c’è ancora gente oggi che guarda negli specchi credendo che si tratti dello Specchio Magico di Do-Agha il derviscio.


Quanto al terzo derviscio, Se-Qalandar, cercò dappertutto il Ginn del Vortice. Questo Ginn era conosciuto sotto molti altri nomi, cosa che il Qalandar ignorava, sicché questi si ritrovò spesso sulle tracce del Ginn mancandolo sempre per poco, in quanto in certi luoghi non era considerato un Ginn, mentre in altri nessuno lo associava a un vortice.

Infine, dopo molti anni, entrò un giorno in un villaggio e chiese agli abitanti: “Qualcuno di voi ha mai sentito parlare del Ginn del Vortice?”.

“Non ho mai sentito parlare del Ginn”, disse qualcuno, “ma questo villaggio si chiama proprio Vortice”

Qalandar si gettò a terra gridando: “Non lascerò questo posto finché non mi apparirà il Ginn del Vortice”

Il Ginn, che era nascosto nelle vicinanze, si avvicinò al derviscio vorticando e gli disse: “Derviscio, non ci piace che gli stranieri si avvicinino al nostro villaggio. Ecco perché sono venuto fino a tè. Che cerchi?”.

“Cerco la Conoscenza Profonda, e un giorno mi è stato detto che tu potresti darmi i mezzi per raggiungerla”.

“È vero, posso farlo”, disse il Ginn. “Hai sopportato molte prove. Tutto ciò che ti resta da fare è ripetere una certa formula, cantare un certo canto, compiere una certa azione ed evitare di compierne un’altra. Solo allora raggiungerai la Conoscenza Prima”

II derviscio ringraziò il Ginn e cominciò a mettere in atto il programma che gli aveva fissato. Passarono mesi e anni, prima di riuscire a eseguire gli esercizi e recitare le sue preghiere correttamente. La gente andava da lui, lo osservava e cercava di imitarlo, tanto era il suo zelo e la sua reputazione di uomo pio e meritevole.

Finalmente, il derviscio raggiunse la Conoscenza Profonda. Lasciò dietro di sé un gruppo di devoti, che perpetuarono i suoi metodi. Naturalmente, non raggiunsero mai la Conoscenza Profonda, dato che avevano cominciato laddove si era concluso il ciclo di studi del derviscio.

E adesso, ogni volta che gli adepti di quei tre dervisci si incontrano, si sente sempre qualcuno dire: “Vedete questo specchio? Guardatelo a lungo e finirete per raggiungere la Conoscenza Profonda”.

“Sacrificate un’anguria”, risponde allora un altro, “e sarete aiutati come lo è stato il derviscio Yak-Baba”.

“È assurdo”, interviene sempre un terzo. “Non esiste altra via all’infuori di quella che consiste nel perseverare nello studio, nel praticare alcune posizioni, nel dedicarsi alla preghiera e nel fare del bene”.

Quando ebbero raggiunto di fatto la Conoscenza Profonda, i tre dervisci scoprirono al tempo stesso la loro impotenza ad aiutare coloro che lasciavano dietro di sé, così come un uomo portato via dalla marea può vedere un uomo sulla riva inseguito da un leopardo, ed essere incapace di aiutarlo.

mercoledì 21 ottobre 2020

La danza ti rende consapevole

C'è una differenza tra un'azione fatta con lo spirito e una fatta con il corpo, questo tutti lo sanno, ed é proprio nella danza che riusciamo a intravedere questa differenza.

Quando parliamo di azione possiamo trascurare il concetto di intenzione e azionare un movimento, un passo di danza, una tecnica di ballo, ma anche un movimento marziale lentissimo senza che questo contenga alcuna intenzione interiore. 

Al contrario, una semplice azione come quella di spostare una scopa sul pavimento o il ruotare su una sigaretta usando l'avampiede ma anche il gesto dello schioccare contemporaneamente le dita della mano destra insieme a quelle della sinistra tenendo il tempo sotto il sensore di una porta elettrica, possono diventare così tanto intenzionali da produrre l'idea di una coreografia.






La danza, le arti marziali interne o le tecniche di respiro cosciente ci insegnano ad entrare completamente in quel gesto facendoci diventare consapevoli della nostra azione. Ed ecco apparire l'intenzione, quando ogni cellula del nostro corpo si mette al servizio di quel gesto, quando dai nostri occhi, dal nostro respiro fuoriesce un fluido danzante, quando i nostri arti emanano spirali di luce.

Improvvisamente non c'è più distanza tra noi e ciò che stiamo facendo. D'impatto la nostra consapevolezza aumenta, prende spazio, si dilata, genera nuovo luogo e noi stiamo già danzando mentre entriamo in ascensore camminando all'indietro, stiamo già danzando quando spingiamo il carrello del supermercato, inizia la nostra coreografia al nostro risveglio e va avanti fino al momento in cui facciamo la nostra chiusura con la camomilla tenuta con entrambe le mani e le ginocchia al petto. 

La danza rende consapevoli, ci fa riconoscere la nostra intenzione, dirige le nostre idee verso l'alto, le nostre tensioni verso il basso, il nostro amore a destra e a sinistra e il nostro potere verso il centro, le nostre emozioni verso il futuro, i nostri gesti verso il presente. 


immagine: Shen Wei Dance Art

venerdì 12 aprile 2019

Danzare e Per-Donare




Scrivo per ricordarmi che uno degli scopi della danza è perdonare.
Cosa c'è da perdonare?
Tutto! Ogni cosa con la quale desideri riappacificarti. Ogni persona che credi ti abbia fatto del male, ogni tua azione che abbia fatto del male, con la danza si scioglie, si disperde nel cosmo spiraliforme, nel mare ondulato, nella sabbia spostata dal vento, nel fuoco purificatore, nelle nuvole che si trasformano in ogni cosa. È così che il male perde di intensità e di potere.
Ecco perché quando danziamo imitiamo il cosmo e le sue spirali, le nuvole e le loro infinite forme, il mare e le sue potenti e spumose onde, i vortici di sabbia spostata dal vento, il fuoco che sale sempre verso il cielo. Imitiamo e dissolviamo.
Alla fine della danza scopriamo tre qualità imprescindibili del perdono e della danza.
Il Perdono per essere tale deve essere Definitivo, Totale e Senza Condizioni.
Definitivo come la danza quando finisce e diventa irripetibile. Totale come l'intensità della nostra dedizione. Senza Condizioni come il sacrificio necessario allo stato di presenza.
Ma perché allenarsi a perdonare?
Forse perché è il miglior allenamento per imparare ad amare?
[Giuseppe Lotito]

domenica 9 dicembre 2018

Il venerdì con Martha Graham

“Io non volevo essere un albero, un fiore o un’onda.
Nel corpo di una danzatrice noi, in quanto pubblico, dobbiamo vedere noi stessi, 
non l’imitazione del comportamento, delle azioni di ogni giorno; 
non fenomeni della natura, 
non creature esotiche di un altro pianeta: 
ma qualcosa, una piccola cosa di quel miracolo che è l’essere umano.”
- Martha Graham -






Da Gennaio 2019, ogni venerdì sera, Regilèia Oliveira terrà un corso stabile Open Level di danza metodo Martha Graham.
La durata del primo corso sarà di 12 incontri settimanali a partire dal 18 gennaio 2019.
Le informazioni sui costi saranno fornite privatamente.
La location sarà in via Lorenteggio 157 a Milano presso
MILANO TANGO LOFT


Bio dell'insegnante
Dott.ssa Regilèia Oliveira Oliveira Duarte, membro dell’Unesco CID (International Dance Council-Paris) Coreografa Performer ed insegnante di danza ha una ventennale esperienza nel mondo della danza in tutte le sue espressioni.
Dopo essersi laureata in Scienze Motorie ha frequentato un Corso di Direzione Teatrale quinquennale ed un Corso di Specializzazione di danza dell’Università di San Paolo (Brasile). Ha preso parte a stage internazionali di diverse tecniche di danza (classica, contemporanea, indiana, africana, sufi ecc.) e a corsi di conoscenza corporea, scienza della flessibilità, anatomia del movimento, stretching, yoga e meditazione.
Proprio la meditazione l’ha avvicinata alla danza contemporanea, in particolare alla tecnica di” Martha
Graham”. Tecnica che meglio corrisponde al suo linguaggio espressivo, di fusione tra movimento e
teatro.
Ha lavorato come direttrice artistica, coreografa, ballerina in diversi balletti e pieces presso importanti istituzioni culturali brasiliane, come il Centro Culturale Brasiliano di cultura Afro Brasiliana, teatri di San Paolo, Rio de Janeiro e Belo Horizonte.
Queste esperienze formative e lavorative l’hanno portata a creare un suo particolare linguaggio espressivo, sintesi della ricerca e sviluppo della Danza Africana e delle Danze Sacre Brasiliane con la tecnica di Martha Graham, che utilizza il movimento del corpo all’interno di un percorso di evoluzione a 360 gradi dell’individuo.
Informazioni logistiche: 335.5690815 Giuseppe
Informazioni sul metodo: 392.1836559 Regileia

Si pregano tutti gli interessati di inviare un sms per partecipare alla lezione di prova che si terrà in data da concordare a seconda del numero dei partecipanti (3355690815 x sms)

lunedì 12 novembre 2018

Diventare Istruttori di Danze Sacre - primo livello: I SEI OBBLIGATORI


Diventare Istruttori di Danze Sacre - primo livello 
I SEI OBBLIGATORI

Da gennaio 2019 prenderà il via un percorso formativo di primo livello sulle Danze Sacre. Lo scopo del corso è quello di studiare e formarsi prevalentemente sulle prime sei danze cosiddette “Obbligatori" del sistema della Quarta Via. 




Il corso sarà suddiviso in sei incontri mensili della durata di un weekend durante i quali lo studente/partecipante sarà istruito sui concetti fondamentali della Quarta Via e sul sistema delle danze e i movimenti. Ognuno dei weekend sarà dedicato in modo specifico a uno dei Sei Obbligatori e in modo più generico a danze Coscienti e a danze Sacre preparatorie oltre che a Movimenti della Quarta Via. 
Il monte ore obbligatorio ai fini dell'attestato di formazione è di 60 ore in totale. 

Lo studente/partecipante dovrà farsi carico di vitto, alloggio e trasferimento. Qualora il gruppo sia d’accordo, solo a Milano, potrà essere organizzato un pernottamento collettivo nella struttura ospitante. 
Allo studente/partecipante sarà consegnato un manuale sui concetti principali e sugli esercizi utilizzati durante la formazione.


Luoghi dei seminari
Siracusa - presso Atelier Love Project via A. da Lentini 2
Milano - presso MTL via Lorenteggio 157

Le date del primo corso di formazione
A - LE SEI DANZE OBBLIGATORIE

25-27 gennaio SIRACUSA - Modulo F1A 
22-24 febbraio MILANO - Modulo F2A
29-31 marzo SIRACUSA - Modulo F3A
12-14 aprile MILANO - Modulo F4A
3-5 maggio SIRACUSA - Modulo F5A
1-2 giugno MILANO - Modulo F6A

Le date del secondo corso di formazione 
A - LE SEI DANZE OBBLIGATORIE

20-22 settembre MILANO - Modulo F1A
18-20 ottobre SIRACUSA - Modulo F2A
15-17 novembre MILANO - Modulo F3A
13-15 dicembre SIRACUSA - Modulo F4A
24-26 gennaio 2020 MILANO - Modulo F5A
21-23 febbraio 2020 SIRACUSA - Modulo F6A

Sarà possibile completare il training in sei incontri nel tempo desiderato (sei mesi o un anno) scegliendo dove frequentare (Siracusa - Milano). 

Orari
ven - 19:00 / 20:30 (facoltativo)
sab - 10:45 / 16:00 (frequenza obbligatoria)
dom - 10:45 / 16:30 (frequenza obbligatoria)


Frequenza Obbligatoria e Attestato
Il seminario di formazione sarà riconosciuto da CONI e MSP qualora il partecipante abbia frequentato tutti i seminari e completato le 60 ore di frequenza obbligatoria e previo richiesta, a fine percorso, dell’attestato di riconoscimento (facoltativo) sostenendo la spesa di 50€ da aggiungere al costo dell'intero seminario. 
(Eventuali assenze potranno essere recuperate nelle date successive o tramite tirocinio presso le nostre strutture).

Il seminario sarà condotto da Giuseppe Lotito

Il costo
600 Euro da pagare in un unica soluzione alla conferma/prenotazione entro 28/12/2018 
700 Euro usufruendo di una divisione del pagamento in due parti (la prima alla conferma/prenotazione, la seconda al terzo incontro)(29 marzo)
200 Euro con pagamento una settimana prima di ogni seminario

IBAN per tutti i pagamenti
IT77N0335901600100000142306
intestato a Taitango e Danze Coscienti


Informazioni 
Francesca Nobile - 333.2266.428
Giuseppe Lotito - 335.5690.815