martedì 21 marzo 2017

La Via del Tango - Il libro

"L’uomo nel Tango non può che restare uomo, la donna non può che trovare una delle migliori vie per manifestare la sua vera essenza, ma è assolutamente necessario raggiungere la coerenza perfetta nell’unico abbraccio possibile. Lui un comodo contenitore, lei il migliore di tutti i contenuti del mondo"



Un manuale per esplorare il tango nei suoi reconditi anfratti, da Buenos Aires fino al centro del tuo cuore rispondendo a domande come: "Quanto e in che modo le nostre emozioni agiscono come benzina per generare e rigenerare la nostra improvvisazione nel Tango?" oppure "Quanto del nostro pensiero concorre a creare e modificare la struttura logica, mnemonica, cardiaca o istintiva della nostra danza?"
Queste e altre domande, in questo breve viaggio, saranno il filo conduttore di una ricerca eseguita attraversando l’anima, il cuore, la mente, lo spirito ma soprattutto il corpo dei ballerini, in maniera da avere alcune idee più chiare sul funzionamento del ballo singolo e di coppia… Il tutto sarà guardato da un particolare punto di vista: quello che può servirci da eccellente strumento di auto realizzazione, quello delle energie sottili e della coscienza di sé.
Il Tango argentino molte volte è stato indicato come sistema terapeutico, sistema di allenamento cosciente, sistema di aiuto alla consapevolezza e anche sistema educativo, oltre a essere definito più superficialmente un ballo di seduzione e divertimento.
Come può il passo base essere connesso con le danze ancestrali e con i rituali legati alla Dea Madre, alla procreazione, al fiore della vita, all’affermazione di sé? Come è scaturito un movimento tanto legato al Tango ma così misterioso e unico come l’Ocho Adelante o Atràs? Il Boleo, la Soltada?
In questo manuale troveremo alcune indicazioni che ci forniranno un pretesto per l’indagine sulla strada da percorrere per far evolvere il nostro pensiero sul Tango pur divertendoci e ballando il più complesso e inimitabile ballo del mondo.
Volevamo intitolarlo il Tao del Tango, era il titolo che si meritava, quello che meglio esprimeva le qualità di compenetrazione ma anche di reciprocità fra il vuoto e il pieno che si creano nella dinamica di questo ballo. Entrambi infatti creano e distruggono le due energie che nel cosmo trovano continua alternanza e contrapposizione senza mai entrare in una vera contraddizione.
Per essere davvero corretti non avremmo avuto chiamarlo il Tao, ma il Tai Chi del Tango, visto che il simbolo che di norma viene chiamato Tao, effettivamente è il vero simbolo del Tai Chi ovvero quello della Vetta Suprema.
Ma lasceremo spazio all’immaginario comune consentendoci di soprassedere a questo errore e, come avviene sempre nel Tango argentino, utilizzare l’errore per creare una nuova improvvisazione inaspettata.

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