mercoledì 16 settembre 2015

Statico o dinamico?

Ogni volta che mi faccio un'idea su qualcosa e la mantengo, la rendo sterile...
Quando me ne sono accorto ho iniziato ad accertarmi che il mio pensiero fosse sempre temporaneo, dinamico come una danza, incoerente come il flusso di un ruscello, instabile come le nuvole. Allora iniziavo a comprendere il lato interessante dell'osservazione. Il tango non era più il tango, le persone non erano più quelle sempre sottoposte al mio statico giudizio, i processi vitali si rivelavano incredibilmente più complessi del previsto. Quando ho provato a rendere dinamico il mio punto di osservazione ho notato che le mie spalle si sono raddrizzate, la coerenza non era più un punto di forza ma una debolezza, i pensieri sono diventati più luminosi e la mia danza si è resa disponibile al servizio. Gli occhi si sono aperti, il respiro è migliorato, la tensione si è sciolta, l'equilibrio si è reso dinamico...



Ecco che è emerso il Taitango come sistema di dinamizzazione della mia macchina da presa interna. Quest'ultima non era più bloccata su un treppiede stabile e statico ma è diventata una Steadycam che poteva avvicinarsi e allontanarsi, salire e scendere, ruotare o spiralizzare come se danzasse con me.

26 e 27 settembre 2015... Il Seminario a Milano
le info al sito:
www.taitango.net


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