giovedì 11 dicembre 2014

L'Amore danza fra minore e Maggiore





Esistono due principali modalità di espressione nella musica: uno è caratterizzato da una forma di comunicazione che contiene "certezza", l'altro invece ha una caratteristica di "incertezza". La prima, quella più certa, contiene punti fermi, solidità, completezza e convinzione. La seconda, meno definita, ha una punteggiatura più instabile, più incompleta, meno convinta.
Le chiamiamo tonalità. La prima, Maggiore, ci aiuta a definire chiaramente emozioni e concetti più semplici e lucidi come la felicità, la vittoria, la completezza, il trionfo, l'Amore. La seconda, la tonalità minore, ci serve per rappresentare emozioni indefinibili, dalla grammatica incerta come il pericolo, la incomprensione, la tristezza, l'introversione... l'Amore stesso. Queste emozioni sono più complesse e meno descrivibili, più incerte, più incolori, quindi più misteriose anche se altrettanto affascinanti e apprezzabili.
Abbiamo visto che l'Amore, compare in un gruppo e nell'altro, volutamente l'ho inserito in entrambi, data la grande semplicità che questo concetto sembra avere al contempo della complessità che di norma siamo abituati ad attribuirgli.

La tonalità Maggiore è caratterizzata musicalmente da note che si armonizzano fra loro per distanze e rapporti di grandezze che seguono uno schema diverso dalla tonalità minore, caratterizzata da note che si armonizzano fra loro seguendo una differente distanza fra loro in successione.

Avendo la necessità di esprimere un'atmosfera sognante sarà meglio ricorrere a una tonalità minore, mentre invece per esprimere la geometricità o la logica, ricorreremo a una scala Maggiore. Ma non è tutto: la tonalità minore, avendo il compito di esprimere concetti meno afferrabili, si rende disponibile in tre versioni distinte: minore Naturale, minore Melodica, minore Armonica. Seguendo tre schemi simili ma con piccole differenze fra loro. Non è praticamente possibile far dialogare una scala Maggiore con una scala minore, le due non incontreranno punti di accordo, strideranno tanto di più quanto maggiore sarà la loro coerenza, a meno che non si trovi la maniera di osservarle da un punto di vista differente, come ad esempio far partire una sequenza di note da un punto diverso. Per entrare a far parte dello stesso spartito, dovranno smettere di seguire in maniera rigida la loro equazione di base e trasformarsi. Due scale che partono dalla stessa nota, come due amori che partono nello stesso giorno, andranno d'accordo solamente nel caso in cui entrambi siano di tipo Maggiore o minore, cioè esprimano lo stesso tipo di grammatica emozionale. Altrimenti l'effetto di dissonanza finirà per ridurre l'armonia della loro sovrapposizione. Ma, con piccoli stratagemmi e con un grande lavoro di armonizzazione, il dialogo potrà essere reso possibile.

Tutto ciò per cercare di spiegare la capacità di accordo o di disaccordo fra due persone di uguale o differente tipologia espressiva. Previo l'adattamento di ognuno dei due alle caratteristiche logico emotive dell'altro. Buon Lavoro.

martedì 2 dicembre 2014

Cinque turbolente danzatrici



Confusione, Invidia, Rabbia, Orgoglio e Attaccamento sono le cinque emozioni che mi turbano di continuo, per i Buddisti le emozioni perturbatrici per eccellenza. Loro danzano intorno a me e io credo che la loro danza sia di importanza vitale per la mia vita. Vero, niente di più vero, ma di tanto in tanto mi accorgo che mi allontanano dalla mia vera natura. 

Quando sono sottoposto alla Danza delle Cinque Emozioni, il mio "io" si gonfia fino a scoppiare.
Ma com'è possibile essere così tanto assorbiti dal nostro "io" e tuttavia essere quasi completamente ignari della nostra vera natura? C'é una contraddizione in questo o facciamo finta di niente?

Forse sarebbe corretto pensare che realizzare la nostra vera natura, consista nel riuscire a vivere senza dovere ricorrere ad un "io"? Cioè senza quel punto di riferimento nebuloso e inconsistente che determina gran parte della nostra insoddisfazione, a volte la nostra infelicità? Forse sarebbe bene comprendere in cosa consiste un "io" tipo? Io ci provo e, più indago, più la sua consistenza si dissolve, svanisce come una nuvola sotto l'effetto del vento e io vi rimango appeso. 

Ma più lo osservo, più mi accorgo che la sua esistenza è solo un'idea. In un attimo, quando smette l'idea dell'io, appare l'idea del Cuore. Di conseguenza quella dell'Amore.

Tiro le somme: senza la danza delle emozioni perturbatrici, non posso percepire il mio "io", ma quando sparisce "l'io" appare il Cuore, cioè la fonte della gioia, del coraggio e della felicità e forse mi ricongiungo con la mia vera natura.

Mi sembra di aver capito che il lavoro si presenta piuttosto arduo.

Ricapitoliamo: Confusione, Invidia, Rabbia, Orgoglio e Attaccamento.

Buon Lavoro a tutti.