mercoledì 25 dicembre 2013

Respiro Mozzato

Quando mi ferivano, in passato, entravo in una serie di reazioni che dissipavano tutta l'energia che avevo accumulato nel tempo, nelle preghiere e nell'osservazione di armonia e caos. Le preghiere, intendiamoci, non erano serie di Avemaria senza senso. Le preghiere erano quando dicevo grazie senza avere nessuno di fronte a me. Quando mi fissavo davanti a un ragno e iniziavo un viaggio che durava ore nel suo mondo microscopico. Le preghiere erano quando passava un ragazza bellissima e io mi chiedevo perchè non avrei mai osato toccarla in tutta la mia vita? Pregavo, quando alla scuola di danza mi dimenticavo dei grandi, coloro che non volevano sapere nulla di me. Pregavo mentre scrivevo delle storie fantastiche sul mio quaderno a fogli colorati. Pregavo quando non scoprivo il senso di ciò che accadeva nel mondo degli uomini e delle donne. Pregavo quando vedevo i messaggi nelle nuvole...


Poi mi facevano arrabbiare, io andavo a scrivere in maniera frenetica cosa era successo e la mia energia finiva nel nulla. Non riuscivo più a vedere, fisicamente, con i miei occhi, si oscurava tutto e il mondo diventava grigio come una foto sbagliata. Perdevo il respiro, mozzandolo a metà come un tentativo di congelamento, come se attraverso il corpo dicessi basta, non può andare oltre. E così facendo, morivo. Morivo di un decesso per gli altri virtuale ma per me reale. Ma non era quello il problema, no, il problema arrivava dopo, quando dovevo ritornare in vita. Era lì che la difficoltà si faceva vedere chiaramente. Distruggevo tutto, a partire dagli oggetti per poi finire coi rapporti con le persone...

Ora qualcosa è cambiato. Se mi fai arrabbiare mi fai un regalo, mi dai la tua energia e io al posto di restituirtela, la uso. Acuisco la mia vista e vedo uomini sdraiati nel cielo. La uso per scrivere, per migliorare la mia posizione in mezzo all'oceano, per pedalare sulla mia bici, per studiare le particelle subatomiche. La uso per scrivere un nuovo racconto, per progettare la mia nuova vita, per restare sveglio a meditare, in silenzio, sul prossimo viaggio, per amare ancora di più ciò che già amo in maniera immortale...

Foto: Cielo di Gerusalemme

1 commento:

  1. C'è chi si nutre della distruzione e chi dell'amore... Quando sai usare la spada, aspetti di utilizzare l'energia di chi tenta di ferirti o di farti fuori, per scaraventarlo via e, se decidi di non avere pietà, affondare il colpo su di esso. Sono schierata fra coloro che utilizzano la forza dell'amore, e guardo insieme a te con compassione chi -credendo di colpire- non fa che accrescere l'immortalità di un cerchio che si chiude su se stesso e si apre al cosmo.

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