venerdì 30 agosto 2013

La Danza come Atto Magico - 2






Serve un secondo post per parlare di come il significato di atto magico inneschi nelle persone uno strano senso di pericolo, di superstizione, di ignoto.

Un atto magico avviene quando ci si avventura in una tasformazione. Pensiamo agli alchimisti, ai Sufi che cuociono il pane, ai sacerdoti Druidi che si riuniscono per celebrare i cicli della natura. Ai Dervisci che ruotano. Non dobbiamo pensare subito ai maghi, ai prestigiatori che fanno sparire o riapparire le cose o a coloro che indovinano il passato o a quelli ancora più bravi che azzeccano il tuo futuro. No, dobbiamo credere nella nostra capacità magica, nel nostro potere di essere già liberi, nella nostra capacità di scegliere di sentire. Nel nostro istinto ad unirci con la natura, con la bellezza e con il Divino.
La superstizione invece è l'incapacità di vedere chiaramente le ralazioni di causa. Se chiediamo a qualcuno ad esempio domande del tipo:
1) Cosa significa secondo te "Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori"?
oppure
2) Perchè un "uomo" proprio come una "lampadina" attraversati entrambi da una corrente, producendo resistenza, si illuminano?
oppure
3) Perchè una sposa occidentale si veste di bianco? mentre una donna afghana è completamente coperta di un vestito color indaco?
oppure
4) Perchè una spada che trafigge un avversario diventa più dura dopo essere stata estratta? 
Quasi sicuramente otterremo una serie di risposte che avranno tutte uno sfondo di superstizione. Ignoriamo le cause e quindi crediamo che qualcosa sopra di noi detti legge facendo i capricci. Se pensassimo che basta conoscere le leggi per poter cambiare la nostra realtà... in qual caso dovremmo prontamente ricrederci.
E inizieremmo a danzare davvero...

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