mercoledì 3 luglio 2013

Dalla Piramide alla Fata Verde

Un pomeriggio di quattro anni fa più o meno in questi giorni di luglio, dopo averci pensato per una settimana, mi fermavo in piazza Cinque Giornate, spegnevo la moto e telefonavo a Cristina, una allieva appena conosciuta, per chiederle di fare un lavoro con me in Egitto. Lei mi rispondeva freddamente che ci avrebbe pensato su un attimo e mi avrebbe fatto sapere. Avrei appreso in seguito che poi, appena messa giù la cornetta, aveva fatto un salto di tre metri per la contentezza...

Non abbiamo mai smesso di ballare, di provare, di studiare, di inventare, di litigare, di lanciarci le magliette sudate, di usare le stesse magliette per asciugare le lacrime, di urlare, di mandarci a quel tal paese, di riprovarci, di entusiasmarci e di amare la danza come unica grande espressione vitale.
Ieri sera abbiamo ballato finalmente in una cornice di presenza, nostra e dei nostri amici e allievi, i più grandi sostenitori del nostro lavoro. E' stato un momento fantastico durato all'incirca un quarto d'ora. Grazie a tutti ma soprattutto a Cristina per avermi concesso questi tre balli.




1 commento:

  1. Vi conosco da qualche mese e appena vi ho visto insieme ballare mi avete conquistato,
    per la vostra eleganza, la vostra intesa e la vostra simpatia. Non vi ho visto ballare alla Fata Verde ma tante altre volte si...
    La leggiadria che affiora dalla vostra danza riesce ad avvolgermi ogni volta che vi osservo:
    dai vostri gesti traspare una forte consapevolezza, come se ognuno di essi fosse l'espressione di un sentimento da cui siete stati già attraversati prima di entrare in scena.
    Mentre volteggiate sulla melodia della musica le vostre energie si manifestano mentre fluiscono una sull'altra, una contro l'altra
    ed infine una nell'altra.
    Il vostro sorriso, trasparenza della gioia che vi pervade quando ballate, è tanto coinvolgente e motivante per me che vi osservo.

    RispondiElimina