venerdì 31 maggio 2013

L'importanza del gesto


Non pensare che la danza possa non educarti, al piacere ma anche al dolore. I suoi movimenti possono essere periferici o possono partire da un centro. In questo secondo caso tu puoi avere la percezione di una tua parte interiore che sembra muovere l'intera tua vita. Quando resisti lo senti un dolore, vero? Quando ti abbandoni lo senti il piacere? Quando ci provi e non riesci, quando cerchi di rimanere immobile resistendo al moto, senti un dolore, vero? Quasi sempre il dolore è generato da una resistenza. Anche quando combatti, quando un avversario ti colpisce, una arma ferma il suo moto contro il tuo corpo, quello é tutto dolore, gli fornisci quello che in fisica si chiama "punto di applicazione delle forze". Fai un parallelo con la tua vita: ogni volta che hai resistito hai iniziato a soffrire, lievemente o pesantemente ma è successo. Hai provato a danzare senza resistere al tuo corpo? Alla musica? Al giudizio? Alle speranze? Prova e ti accorgerai di quanta danza c'è ne Lasciar Scorrere quanta danza c'è nel Accompagnare. Se sono allenato ad accompagnare ogni attacco esterno come anche ogni mio gesto, a partire dall'interno, allora potrò scegliere a quali forze resistere e a quali abbandonarmi. In caso contrario vi sarà solo una casualità e alla fine, probabilmente, il mio gesto sarà solo "estetico".
I monaci taoisti dicono "Non fare niente", i kabbalisti dicono "Resisti", i Sufi dicono "Abbandonati", gli yogi dicono "Resisti nella tua Osservazione".
Forse è questo il motivo per cui la resistenza crea così tanta Luce e forse è per questo che la danza può connetterti a te stesso, a quel centro, vortice generatore di tutti i movimenti. Osserva le mani di una danzatrice di flamenco, ti sembra di vedere il suo cuore. Un misto tra resistenza e abbandono sembra vorticare in lei...
Tutto ciò è la mia teoria provvisoria e credo sia valida solo a patto che il tuo gesto sia importante come la tua vita.

Nell'immagine: Mara Terzi