venerdì 15 febbraio 2013

Danze dei Peccati: La Gola


Quando ho guardato quelle tante volte qualcuno che ballava in un video, l'ho giudicato con un giudizio incorretto, non corrispondeva a ciò che realmente pensavo di quel video. Quando mille volte ho aperto il frigorifero alla ricerca di qualcosa che non era cibo ma supporti, unguenti per guarire il mio stato di insopportazione. Se ho mille volte saltato appositamente il pasto per rimanere magro e ho vomitato sentenze senza prima ascoltare la mia spontaneità. O a volte, quando dovevo decidere qualcosa che passasse dal mio gusto, ma mi lasciavo ingannare dalla mia fame, dalla sete dalla voglia di qualcos'altro... La fame di sicurezza, la sete di giudizio, la voglia di ingurgitare nozioni o dati che mi facessero sembrare colto o intelligente. Oppure mi nutrivo di qualcosa che non serviva al mio corpo, intruducendo al suo interno una energia sbilanciata, erronea, poco spontanea: ero nella "Gola". Smettevo di riposare per vivere più intensamente, come il Macbeth, e trangugiavo potere perdendo la mia vera capacità di scegliere per il mio benessere mentale, corporeo, emotivo. La Gola mi aveva sopraffatto e aveva iniziato a governare su di me, togliendomi l'opportunità di selezionare con cura, con gusto, con attenzione ciò che doveva far parte del mio nutrimento. Ed eccomi lì, davanti a un grande pericolo: la perdita di spontaneità, l'incapacità di decidere se quello che stavo guardando fosse un bravo danzatore o se davvero le mie critiche e il giudizio negativo non fossero passate attraverso un percorso falsato dalla mia paura di rimanere "senza"... ero un peccatore nella Gola. Esattamente come tutte le volte che in albergo c'era il buffet ed io riempivo il piatto fino all'orlo.

Dipinto: "Macbeth consulting the Vision of the Armed Head", Johann Heinrich Füssli

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