giovedì 24 gennaio 2013

Danze dei Peccati: L'Invidia


Proseguo la mia indagine con un altro peccato tremendo: l'invidia. Una grande presenza nel mondo dell'arte e della danza. Nelle competizioni piccole e grandi, importanti e anche insignificanti.
Mi viene in mente uno dei dieci comandamenti: "Non desiderare la donna d'altri" e mi sono sempre chiesto perchè la donna e non l'uomo di altre o il compagno, usando un termine un po' più generico?
Come se la donna fosse più simbolicamente qualche capacità che gli altri hanno e che noi non abbiamo ma che non ci riguarda. Come simbolicamente il termine donna fosse preso in prestito male dal termine femmina o in latino femina, colei che "fere"cioè quella qualità del "generare qualcosa" che solo la femmina possiede. Magari idee, creatività, capacità personali che mettono in risalto chi siamo davvero, passi di danza, luce.
Ecco la mia indagine potrebbe prendere al direzione del esortazione all'essere veri, originali, a non prendere in prestito o peggio rubare intuizioni altrui. Quando devo decidere e guardo cosa fanno gli altri, genero invidia. Quando guardo senza farmi vedere, genero invidia. Lo stesso quando desidero le cose altrui, senza accorgermi delle cose che io ho già. Il consiglio che posso ricavare da questa osservazione potrebbe essere: "Cerco di non desiderare ciò che già desiderano gli altri" come la loro espressione o le loro idee. Forse inizierò a scoprire me stesso in una grande quantità di passi e di movimenti nuovi che potrebbero arricchire anche chi mi sta osservando o studiando.

Dipinto: Angnolo Bronzino, L'Invidia



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