lunedì 2 gennaio 2012

Nessuna Incomprensione

In questi giorni mi sto domandando di frequente quanto sia importante parlare la stessa lingua. Mentre spiego i concetti nei quali credo, mentre insegno con passione a usare il corpo in maniera più consapevole, sorgono inevitabili domande sull'afficacia della comunicazione. 
Il signor Gurdjieff diceva che il primo problema del lavoro su di sè all'interno di un gruppo di studio è la confusione delle lingue. Incomprensibile lo è anche un Maestro, il quale sembra essere pazientemente lì ad attendere che tu capisca il significato delle sue parole, dei concetti che egli intende trasferirti. Mi sono reso conto ben presto di quanta poca attenzione venga dedicata al significato delle parole. Un semplice parola come "istintivo" può assumere tanti di quei significati da farci perdere l'orientamento. Vengo applicati ad essa una quantità impressionante di interpretazioni erronee da farle quasi perdere di senso.
Litighiamo con grande fervore per poi allontanarci con il cuore dalle persone che non riusciamo a incontrare durante i nostri dialoghi o i nostri monologhi. Questo succede quotidianamente e il più delle volte non si crea alcuna comunicazione con il nostro interlocutore...
Nella Danza però non si parla, non ci si scontra, non si perdono battaglie, non si vince niente, nemmeno la sicurezza di essere stati capiti, non esistono gli incompresi... nessun litigio... solo silenzio e musica...

Certe cose si possono dire con le parole, altre con i movimenti. Ci sono anche dei momenti in cui si rimane senza parole, completamente perduti e disorientati, non si sa più che cosa fare. A questo punto comincia la danza. (Pina Baush)

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