mercoledì 5 ottobre 2011

Come l'Acqua e il Vento

Ci sforziamo troppo nel momento sbagliato e troppo poco nel momento giusto. Inutile lo sforzo nella performance, quello deve venire prima.
Con lo sforzo nella performance nascondiamo il nostro caos, la nostra complessità interiore, la nostra generosità e la danza era li per quello.
Così siamo intrappolati senza nemmeno accorgerci. Vorrei regalare al mondo che mi circonda la complessità, il mio caos, il mio mistero. Allora lascio tutto libero di andare e danzo.
Così inutile lo sforzo di essere superiore a me stesso, così inutile negare gli osservatori intorno a me. Sono loro che ti fanno ritrovare, sono proprio loro che guardano, coloro che ti restituiscono alla tua fonte. Ti dicono dove sei, ti dicono come stai, ti fanno vedere la tua scorza, la buccia, la debolezza e la delicatezza del tuo guscio.
La danza può permettermelo. Può farmi vedere i draghi contro i quali combatto, può farmi vedere la mia unicità. Nessuno può essermi uguale, nessuno può somigliarti così tanto da interromperti la danza. Il tuo modo di danzare è unico, gli animali che imiti sono i tuoi esempi, i tuoi spettri, i tuoi misteri, il tuo boleo è tuo, la rotazione è tua, intrisa di te, inzuppata di memoria. Il tuo salto è tuo, denso di cento anni di trasformazioni e di sudore ma anche del tuo viaggio inspiegabile.
E' così che la danza può diventare territorio di meditazione e di ascesi, quel territorio dove non devi fare nulla, non devi decidere nulla, non devi controllare nessun effetto finale. C'è solo un osservatore che aleggia su di te, come fa Tanaka Min nella "danza delle correnti" dove il danzatore si lascia andare sullo scorrere del fiume e ondeggia senza volontà. Prima però si deve rafforzare, con dei digiuni, dei giorni di solitudine nella foresta, perchè è anche quella una Maijuku, una scuola di danza. Allora sì che può fare la "danza delle correnti" abbandonando le braccia, le gambe, l'intero corpo fra i flutti idraulici. "...se urti un masso, anche se ferma il tuo corpo, non fare niente. Aspetta e osserva: il tuo corpo seguirà lentamente l'acqua che scorre attorno alla roccia e riprenderà il suo cammino e tu sarai come un tronco trascinato dalle correnti..."
Isadora Duncan nei primi del novecento già diceva: - L'armonia del movimento non può essere inventata. Bisogna ricercare la danza nel ritmo dell'acqua che scorre, dei venti che soffiano. Bisogna ricercarla nelle pulsazioni della terra che vive, nel movimento degli animali. Imparando dall'uomo selvaggio, in armonia con la natura.-

nella foto: Isadora Duncan