martedì 26 ottobre 2010

Tus Manos

Cuando tus manos salen,
amor, hacia las mías,
qué me traen volando?
Por qué se detuvieron
en mi boca, de pronto,
por qué las reconozco
como si entonces, antes,
las hubiera tocado,
como si antes de ser
hubieran recorrido
mi frente, mi cintura?

Su suavidad venía
volando sobre el tiempo,
sobre el mar, sobre el humo,
sobre la primavera,
y cuando tú pusiste
tus manos en mi pecho,
reconocí esas alas
de paloma dorada,
reconocí esa greda
y ese color de trigo.

Los años de mi vida
yo caminé buscándolas.
Subí las escaleras,
crucé los arrecifes,
me llevaron los trenes,
las aguas me trajeron,
y en la piel de las uvas
me pareció tocarte.
La madera de pronto
me trajo tu contacto,
la almendra me anunciaba
tu suavidad secreta,
hasta que se cerraron
tus manos en mi pecho
y allí como dos alas
terminaron su viaje.

Pablo Neruda

venerdì 8 ottobre 2010

Sun-Ballo


Ti sei mai accorto che quando balli in coppia crei un simbolo?
Sì, sembra proprio che sia così, tu balli, ma prima, ti connetti alla tua metà, quella che prima era "assente da te", osservalo attentamente. Non ha importanza la bravura, l'esperienza o l'inesperienza, la tecnica o tutto il resto. No, è sufficiente un abbraccio che unisca due mondi differenti. Largo stretto, medio, solo di polsi o super-milonguero, non importa, tu stai unendo due mondi che non hanno la stessa origine nè tantomento la stessa destinazione, a parte i tre minuti di brano.
Nonostante gli studiosi del "simbolo" siano ancora lontani dall'aver esplorato tutte le possibilità di questo meccanismo straordinario che, in infiniti modi, crea tutti i significati che riusciamo ad immaginare, quello che mi sembra di aver compreso è che il simbolo unisce due parti che altrimenti non dialogherebbero fra loro. Può essere un gesto, una figura, un suono ma anche un profumo o un "mudra", una scultura fatta di parti di corpo (solitamente le mani). La parola "simbolo" deriva dal greco "σύμβολον súmbolon" che significa unione di due livelli, quello direttamente percettibile dai sensi umani e quello astratto o meglio subliminale. L'abbraccio quindi potrebbe essere visto anche come la capacità di "collegare", non solo il corpo, ma di creare un legame tra cose, pensieri, azioni, ricordi e, in generale, tutto ciò che può essere collegato a qualcos'altro.
Un simbolo fa subito venire in mente la cosa a cui si riferisce ma si porta dietro altrettanto istantaneamente anche tutte le idee e le emozioni legate alla cosa simboleggiata. Così, grazie ai simboli, la nostra immaginazione è in grado di "concatenare" esperienze diverse, che si intrecciano e si moltiplicano secondo procedure che non siamo assolutamente in grado di ricostruire razionalmente. Forse per questo, quando ci si reincontra dopo tanto tempo, prima ci si abbraccia per qualche istante... solo poi ci si saluta parlando.

martedì 5 ottobre 2010

Taitango & Metiss'Art



Ecco il nuovo spazio fisico e un nuovo luogo interiore dove puoi elaborare inusuali movimenti e far viaggiare il tuo corpo alla velocià del pensiero. Un luogo dove far elevare la frequenza dell'anima, dare spazio all'immaginazione e all'improvvisazione. Un luogo inesplorato dove risiede una parte misteriosa e saggia che governa le tue trasparenze, il tuo calore, la tua essenza. Ecco una nuova danza dove ad occhi chiusi puoi combattere una lotta per soli esploratori di sé. La complessità di un'arte come il Tai Chi, il combattimento della "Vetta Suprema" unita all'improvvisazione della più incredibile fra le danze di coppia, si fonde nella musica, come due fiumi che confluiscono nello stesso mare giungendo da due luoghi diversi e lontani.


Venerdì 8 ottobre 2010 ore 19:45 - Presentazione del corso di Taitango presso la scuola di danze orientali Metiss'Art di via Morbelli, 7 Milano. www.metissart.it