martedì 28 settembre 2010

Performance a Metiss'Art


Sabato 2 ottobre in occasione dell'open day alla scuola di danze orientali Metiss'Art, il Taitango sarà presente con una performance improvvisata alle ore 17:30 circa. Vi aspettiamo numerosi e curiosi...

Metiss'Art via Morbelli 7 Milano - (MM Amendola)

0236529213
info@metissart.it

martedì 21 settembre 2010

La Contraddizione


La contraddizione crea movimento. Sì, ogni volta che vedo qualcosa o qualcuno in azione, se mi affascina, sta per forza contraddicendosi, altrimenti sta viaggiando in un mondo dove sembra mancare una dimensione. Vado a cercare il significato della parola e scopro che al suo interno esistono due frasi, la prima dice che “la contraddizione è una garanzia di coerenza”, la seconda mi fa capire che due elementi in contraddizione fra loro, generano l’esistenza l’uno dell’altro. Il bianco fa esistere il nero. Il nero, fa esistere il bianco. Mi viene in mente Lucifero, in origine un angelo, “generatore di Luce” come dice il suo nome, in seguito quel angelo che, per ritrovare se stesso, si priva completamente della Luce che possiede e diventa il suo opposto.
Nella danza mi sembra di scorgere la presenza di questo principio di contraddizione. Lo osservo in quella classica e vedo l’incredibile controllo, l’impressionante densità di regole che genera la più grande espressione di libertà. Lo osservo nella danza contemporanea dove il fondere il corpo nell’oblio di movimenti apparentemente senza regole, genera una plasmazione consapevole sulle regole geometriche dei suoni. Un corpo che si sottomette alla musica come fosse un complesso strumento musicale che non emette frequenze ma le genera. Osservo un movimento di tango, una corrente sale e la stessa corrente scende, il corpo che poi è i corpi, trovano senso, equilibrio, armonia, forza, polarità. Lui nasconde se stesso per emergere nell'interno di lei. Affiorano nella mia mente e nella mia memoria dei simboli, dei diagrammi. Vedo sul pavimento dei geroglifici misteriosi che prendono vita sotto i piedi, si staccano dal di sotto e vagano unendosi ai ballerini. Vedo la preparazione di un movimento che è però l'antitesi dell'improvvisazione spontanea. Piedi che si cercano poi si evitano si incontrano ma non si trovano mai. Osservo una strana forma di solitudine in un abbraccio fra due anime che sembrano due fiamme che salgono verso il cielo.
(foto: Ivano Nazeri)

venerdì 17 settembre 2010

Taitango, il nuovo corso

Ci stiamo trasferendo in altro luogo di pratica. l'inizio del corso è previsto per la prima settimana di ottobre.

mercoledì 8 settembre 2010

Il Silenzio è fatto in Paradiso


Nel Taitango il silenzio ha un'importanza davvero grande. Parlo di quei momenti in cui le rotazioni producono un ronzìo, un suono vuoto capace di generare un luogo. E' in quel territorio dove puoi ritrovare una parte perduta di te. Il silenzio è lo strumento spirituale per eccellenza quando si comunica con qualcuno e si cerca ciò di cui si ha bisogno davvero. Prima il silenzio, poi il suono vero, quello che lo annuncia e lo prepara, poi un'altra volta il suono e il vuoto che si esaltano a vicenda.
Un maestro mi ha detto che quando si tace è il momento in cui si ricevono più informazioni. Mantenere il contatto visivo e il cuore aperto farà sì che le risposte scorreranno. Come diceva il proverbio: "Il silenzio è fatto in Paradiso". Ssssttt.
foto: Mitzpe Ramon (IL)

lunedì 6 settembre 2010

Domanda...

Sei a una conferenza, in mezzo a duecento persone. Dopo un breve silenzio l'oratore domanda alla platea: "Chi di voi si ritiene bello, potrebbe alzarsi in piedi?". Tu cosa fai? resti seduto o ti alzi?

Pensaci qualche attimo a occhi chiusi...

Un mese dopo altra conferenza. Duecento persone, stessa domanda. Cosa fai?

Pensaci un altro attimo... poi immagina l'oratore che ti abbraccia lateralmente e ti dice: "Ognuno di noi ha uno specifico compito nel mondo, questa è la bellezza. Se lo portiamo a termine riveliamo il massimo della Luce per noi stessi e per il mondo. Non è destino di tutti essere uno studioso o una guida spirituale. Ogni persona deve trovare il proprio punto, il proprio unico pezzo del puzzle, dove funziona nel dare il massimo di sé.
Invece di guardare solo ciò che fai, considera quanto puoi fare di più e meglio in ciò che stai facendo. Ti sentirai bellissimo."
L'oratore era Yehuda Berg.