lunedì 12 luglio 2010

Maestra di Luce


Ho spesso scritto dei maestri incontrati sul cammino della mia ricerca. Non ho mai scritto che fra questi c’era anche una donna: Malika. Questo era il suo nome e sembrava arrivare dallo spazio. Parlava poco si esprimeva con frasi così criptiche che si poteva rimanere lì, come degli stupidi e per giorni, senza aver capito niente di quello che avrebbe voluto dirci. Ma un giorno aveva detto qualcosa che ci aveva rapiti più del solito per la sua semplicità:
“Osservate con puntigliosità la natura - aveva detto - ma non fatelo per addormentarvi, piuttosto per espandere la vostra cornice. Non vi mettereste mai contro di lei vero? Non affrontereste di petto nemmeno una minuscola cascata d’acqua. Bene, la natura sono i problemi, smettetela di affrontare i vostri problemi di petto, perireste in un attimo. Tutto accade senza che voi lo abbiate ordinato, ve ne dovete accorgere quanto prima. I problemi, come la natura vanno osservati, capiti, controllati ma non bloccati. Osservateli, controllate il loro ritmo, muovendovi ritmicamente insieme a loro. Oscillate con la loro oscillazione, alternate il vostro movimento e lasciate che qualcosa dentro di voi li interpreti nel modo più musicale possibile. Come in un dolce cullare.”

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