lunedì 1 marzo 2010

Tao


Erano giorni che inseguivo Sensei ma egli sembrava non avere mai tempo per me. Smisi di inseguirlo e un attimo dopo arrivò lui.
"Fammi la tua domanda" mi disse.
"Sensei, tu ci parli spesso di Tao ma io continuo a non afferrare nessun concetto. Perchè?"
"Sensei estrasse un libro molto consumato e lo aprì ad una pagina dove mi fece leggere una frase di Lao Tze.
"A guardarlo non lo vedi, di nome è detto l'Incolore. Ad ascoltarlo non lo odi, di nome è detto l'Insonoro. Ad afferrarlo non lo prendi, di nome è detto l'Informe.
Questi tre non consentono di scrutarlo a fondo, ma uniti insieme formano l'Uno. Non è splendente in alto non è oscuro in basso, nel suo volversi incessante non gli puoi dar nome e di nuovo si riconduce all'immateriale. È la figura che non ha figura, l'immagine che non ha materia: è l'indistinto e l'indeterminato. Ad andargli incontro non ne vedi l'inizio, ad andargli appresso non ne vedi la fine.
Attieniti fermamente all'antico Tao per guidare gli esseri di oggi e potrai conoscere il principio antico. E' questa l'orditura del Tao."
Mi lasciò finire e poi mi disse:
"Tu pratica il Tui Shou e capirai..."

1 commento:

  1. Praticare Tui Shou è una magia. Perchè questa magia non sempre riesci a metterla in pratica nella vita? Perchè anche ieri non sono riuscita a "schivare" il mio avversario e trovare il modo di lasciarmi scivolare via tutto?

    RispondiElimina