martedì 23 marzo 2010

TAITANGO: lezione demo gratuita


Domenica 11 aprile 2010, alle ore 15:00, prima del seminario dal titolo "Ganchos Locos" verrà presentata una lezione demo gratuita di TAITANGO. Avrà la durata di un'ora e lo scopo di introdurre la disciplina a chi ne fosse interessato.

Si tratta, in breve, di un sistema che trae origini dai Tai Chi e, tra le altre cose, quando si occupa del nostro aspetto istintivo-motorio affronta le difficoltà che il corpo incontra nella ricezione di informazioni dai centri nervosi. Quando si occupa del nostro aspetto emozionale, lavora sulla liberazione di movimenti emotivamente "frenati" o "bloccati" fra le parti che compongono i nostri apparati: muscolare e scheletrico. Quando lavora sul piano razionale, si occupa dello svuotamento dei pensieri che impediscono un armonioso fluire della nostra improvvisazione.
Inoltre, utilizando i codici di improvvisazione del tango argentino, ci da la possibilità di interpretare la musica in un modo completamente personale, con una liberazione, da parte del corpo, di sostanze che creano benessere come la "Serotonina" nota anche con il termine "ormone del buon umore".

Non è necessario partecipare al seminario che segue e non è richiesto il pertecipare in coppia. Abbiliamento comodo, meglio scalzi.
Yamambò Dance School via Bisceglie 74 Milano 335.56.90.815

PROSEGUONO INTANTO LE LEZIONI AL Centro Kailash IN VIA San Siro 31 A MILANO IL VENERDI' SERA ALLE 19:45

Foto: Luca Lumelli

lunedì 8 marzo 2010

Chiarezza


Mio fratello ha qualche anno meno di me. Mi faceva domande come per voler essere convinto a venire a praticare Taitango. -Cosa c'entra il Tai con il Tango?- oppure -Che idea strana hai del movimento?- e altre domande del genere. Avevo nello zaino un libro sugli insegnamenti di Chuang Tzu e allora gli ho letto un brano:
"Fare senza agire si dice operazione celeste. Dire senza agire si dice virtù. Amare gli uomini e aiutare le creature si dice carità. Accomunare ciò che è "dissimile" si dice grandezza. Intervernire senza mettersi in mostra si dice magnanimità. Possedere in sé diecimila "diversità" si dice ricchezza".
Venerdì viene a lezione.

venerdì 5 marzo 2010

Assumi il controllo


"Sensei, in questi giorni non rieco a sentire che la forza scorre dentro di me. Come se tutto dipendesse da una strana Forza Esterna che non mi lascia decidere."
"Assumi il controllo
 che ti compete. Anche se è solo una parte.
Tu non sei il solo a poter rendere diversa la tua vita. Ma la tua crescita ed il tuo miglioramento personali sono legati a quanto tu voglia "Guidare" nella tua vita. Da ciò dipende tutto quanto manifesterai.

 Oggi, in questi giorni, riassumi il controllo in quelle aree dove hai ceduto il tuo potere agli altri. Il resto affidalo alla Forza Esterna."
Dopo aver parlato disegnò sulla sabbia l'ideogramma del "Divino".

giovedì 4 marzo 2010

Marta Graham


Considerata la creatrice della danza contemporanea, fu influenzata dalle forti tradizioni messicane e dalle antiche culture locali ancora presenti in California. Fu sin dal principio della sua carriera alla costante ricerca di una "nuova danza", in cui il corpo e il movimento fossero l'espressione diretta dell'anima. Avversa ad ogni tipo di accademismo, rifiutava le rigorose tecniche del balletto classico. I concetti di "ritmo naturale" e di espressione della vita furono sempre alla base della sua sperimentazione artistica. Una visione della danza fortemente rivoluzionaria per l'epoca, successivamente elaborata e definita come Tecnica Graham. "Il respiro", studiato come fonte di energia nei gesti di contrazione e rilassamento, e lo stretto contatto del ballerino con il suolo diedero vita alla sua danza.

lunedì 1 marzo 2010

Tao


Erano giorni che inseguivo Sensei ma egli sembrava non avere mai tempo per me. Smisi di inseguirlo e un attimo dopo arrivò lui.
"Fammi la tua domanda" mi disse.
"Sensei, tu ci parli spesso di Tao ma io continuo a non afferrare nessun concetto. Perchè?"
"Sensei estrasse un libro molto consumato e lo aprì ad una pagina dove mi fece leggere una frase di Lao Tze.
"A guardarlo non lo vedi, di nome è detto l'Incolore. Ad ascoltarlo non lo odi, di nome è detto l'Insonoro. Ad afferrarlo non lo prendi, di nome è detto l'Informe.
Questi tre non consentono di scrutarlo a fondo, ma uniti insieme formano l'Uno. Non è splendente in alto non è oscuro in basso, nel suo volversi incessante non gli puoi dar nome e di nuovo si riconduce all'immateriale. È la figura che non ha figura, l'immagine che non ha materia: è l'indistinto e l'indeterminato. Ad andargli incontro non ne vedi l'inizio, ad andargli appresso non ne vedi la fine.
Attieniti fermamente all'antico Tao per guidare gli esseri di oggi e potrai conoscere il principio antico. E' questa l'orditura del Tao."
Mi lasciò finire e poi mi disse:
"Tu pratica il Tui Shou e capirai..."