venerdì 26 febbraio 2010

Diamanti


Un giorno stavo meditando in una posizione scomoda da quasi due ore.
I miei pensieri erano stati tenuti sotto osservazione quasi fino a quel momento. Ad un tratto la mia mente razionale, non ricevendo più alcun cibo nè impressione esterna sulla quale coagulare la sua attenzione, aveva iniziato a ribellarsi.
Erano comparsi dolori mai sentiti prima, voci inesistenti, ragni che camminavano sul mio viso, il respiro era diventato apnea, infine, un formicolio diffuso, seguito dalla scomparsa della sensibilità degli arti inferiori, aveva decretato la fine della concentrazione.
I dubbi avevano preso lo spazio delle certezze e avevo iniziato a non credere più in quell'attrito e in quella resistenza.
Il mio maestro se ne era accorto e forse era da un pò che mi stava osservando.
Aprii gli occhi e vidi Sensei seduto di fianco a me.
"I diamanti non sono altro che una variante del carbone" disse sottovoce.
"Si trasformano per via di un estremo calore e di una incredibile pressione" continuò.
"Ci tocca solo riconoscere che questa è una legge della natura"...
"Quindi vale sempre"...
"Anche per te".

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